Il tedesco è difficile?

È davvero difficile imparare il tedesco? Perché è difficile? Perché è facile? I perché ed i percome più gettonati.

Avviso: si fa uso di ironia, sarcasmo e qualche espressione colloquiale! Procedete a vostro rischio e pericolo!

È una delle domande più gettonate fra chi è disoccupato, chi cerca un impiego “migliore”, chi bazzica per pagine e forum dedicati alle lingue o ai viaggi, e pure sul social dedicati al sapere, come Quora (disponibile in inglese, ma anche in italiano e tedesco.)

Chi è disoccupato o cerca un lavoro migliore si pone spesso la domanda se imparare il tedesco o no. Sa che il tedesco è una lingua parlata da moltissimi cittadini europei, non solo nel senso di “cittadini dell’Unione Europea”, ma anche dello Spazio economico europeo (il Liechtenstein esiste!) e la Svizzera (paese nel quale il tedesco è più che fondamentale per accedere alle carriere migliori. Sa che il tedesco è la lingua di diverse zone dell’Italia (Alto Adige, ovvero Sudtirolo, in prima linea, e diverse altre aree), di due importanti partner commerciali dell’Italia, e la lingua di tanti turisti che viaggiano e spendono, nel nostro paese ma anche altrove. Esageriamo, dai: mettiamoci anche la Namibia, paese nel quale non è forse la lingua maggioritaria, ma è comunque diffuso.

Per chi ama i numeri: per l’Eurobarometro 2005, risultava in quell’anno nella sola Unione Europea un 18% di cittadini la cui madrelingua era il tedesco. Per l’Eurobarometro 2012, i madrelingua tedeschi dell’UE rappresentavano, invece, il 16%. In entrambi i casi, il tedesco si piazzava come prima lingua per diffusione nell’UE. Questo grazie non solo a Germania, Austria e Italia, ma anche grazie a Lussemburgo, Belgio, e tante altre parti d’Europa.

Insomma, l’interesse per il tedesco esiste. Anche la grandissima comunità di chi parla inglese, gli anglofoni, è interessata ad imparare la lingua parlata in paesi considerati prosperi e puliti.

Con l’interesse, sorge la domanda: il tedesco si impara? È difficile?

Affidandosi all’amico Google, o a qualsiasi altro motore di ricerca su internet o alla funzione di ricerca sui social, appare un panorama catastrofale e catastrofico. Ci sono dei validi motivi per questo, ma cerchiamo di mantenere la calma e vediamo di capire che bestia è il tedesco e come domarla.

Libri di tedesco, grammatica tedesca
I libri di tedesco che consiglio ai miei studenti, e che uso pure io perché non si smette mai di imparare!

Il mitico confronto con l’inglese come “altra” lingua straniera

La storia del rapporto degli italiani con le lingue straniere è un po’ buffa. Possiamo giustificare questa affermazione in tanti modi, ma qui mi limito a citarne uno.

Permettetemi un aneddoto che mi ricorda il caso del tedesco e dell’inglese. Se siete di fretta, potete anche saltarlo – occuperà il prossimo paragrafo –, se no leggetelo, perché aiuta.

Mi ricordo che “ai miei tempi” (prima media, settembre 1993) molti sceglievano di mandare i propri figli “somari” (sì, all’epoca era normale esprimersi così!) in sezioni scolastiche con la lingua francese, considerata più facile delle altre disponibili (a Modena, l’inglese ed il tedesco). Sicuramente il francese è affrontabile per un italiano (grammatica simile, lessico simile), ma non lo si può considerare una lingua “facile” di per sé (grammatica complessa, ortografia… beh, chi lo parla bene, lo sa.)

Ora, l’inglese a livello principianti è… facile. OK, la pronuncia sicuramente non è facile per gli italiani, ma effettivamente si può cominciare a parlare e farsi capire in poco tempo. Già potremmo avere qualcosa da dire sul capire i madrelingua… nonostante la mia media in inglese dell’A alle medie e dell’8 o 9 al liceo, penso di averci messo 5 anni per cominciare a capirli!

Chi però l’inglese poi lo ha imparato bene e a livelli avanzati/simil-madrelingua sa che con il livello intermedio l’inglese smette di essere così facile. Lessico veramente esteso, eccezioni, irregolarità.

Ecco, il tedesco è un po’ l’incontrario. Il tedesco richiede di portar pazienza all’inizio. Ha una sua struttura della frase e del periodo molto rigida – rispetto a quella italiana, s’intende –, pochi vocaboli in comune con l’italiano, specie nella sua varietà “di Germania”, ma poi di fatto non ha grosse sorprese finito il livello A – sempre per un madrelingua italiano, eh! –.

È ovvio che, come per le persone, anche con le esperienze la prima impressione spesso tende a fossilizzarsi. E le settimane in cui ci si deve abituare al “verbo sempre al secondo posto nella frase principale, sempre in fondo nella subordinata”, ai pronomi e alla negazione che vanno dopo il verbo, ai numeri (oh, sì, i numeri li odio ancora oggi che li so) detti alla rovescia… di sicuro sono un po’ “stressanti”. Ma le prime impressioni possono essere ingannevoli: quelli che sono dei romanticoni come me penseranno subito a Elizabeth e Mr. Darcy di Orgoglio e Pregiudizio. Ecco, vi auguro che il tedesco sia il vostro Mr. Darcy linguistico, e di superare la prima impressione e ribaltarla.

(Non vi posso promettere che il tedesco vi possa risultare così romantico e bello come il personaggio originale, specie se prendiamo ad esempio l’interpretazione del 1995 di Colin Firth, ecco… ma se dovesse essere così… buon per voi! 😉 )

Meglio Darcy, Colin Firth o il tedesco?
Quando il tedesco diventa bello quanto il Darcy interpretato da Colin Firth nel 1995, siamo a buon punto!

A chi arriverà a padroneggiare sia inglese, sia tedesco spetterà il responso sul “più o meno facile”. Ci troveremo così con tanti responsi diversi!

Sopportate l’inizio, e sarà tutto in discesa

Corollario del paragrafo precedente: portate pazienza all’inizio, e dal livello B in poi sarà tutto meglio. Forse è per questo che il concetto in tedesco si esprime con un vero e proprio proverbio, aller Anfang ist schwer? Dite che si siano ispirati alla loro lingua?

(No, ovviamente non è per quello, però permettetemi l’artificio retorico e la battuta di bassissimo livello).

(Traduzione: “Gli inizi sono sempre difficili”).

Internet parla inglese, ovvero: come la vedono “loro”?

Dicevo, poco sopra, che navigare per informarsi sul tedesco espone spesso a contenuti dai toni catastrofisti. Va detto che una buona parte di questi contenuti viene da persone di madrelingua inglese.

Ora, nei paesi di madrelingua inglese, non viene insegnata la grammatica a scuola come veniva insegnata a noi, perlomeno ai miei tempi (1988-2001). È evidente che sia piuttosto difficile spiegare la declinazione o parlare di principali e subordinate se non si sono fatte analisi grammaticale, logica e sintattica.

A proposito: voi ve le ricordate queste cose? Andate subito a comperarvi una grammatica completa di italiano, di quelle per madrelingua, e ripassate (o imparate) queste cose! Senza di esse, è impossibile diventare parlanti della lingua tedesca capaci di esprimersi in modo autonomo. Si può arrivare, usando metodi comunicativi e intuitivi, fino ad un certo punto, ma non oltre.

Aggiungo anche che in inglese non esiste il problema del genere per articoli e sostantivi (noi, invece, ce lo abbiamo, e ci aggiungiamo la regola della lettera iniziale). Per loro, è una cosa davvero tremenda: troppe novità tutte in una volta, pochi strumenti per affrontarle, tanti tedeschi e austriaci disposti a parlare con loro in inglese (per esercitarlo, magari!)

Esposizione alla lingua

Basta avere qualche hobby ed una connessione internet, e saremo subito tentati di provare a cercare di leggere qualcosa in inglese, o di vedere un video in inglese. Basta accendere la radio, e sentirò canzoni in inglese. TV, cinema, servizi streaming… ore e ore di programmi la cui lingua originale è l’inglese.

Possiamo dire lo stesso del tedesco?

Per dire, anche gli artisti migliori tedeschi cantano in inglese, alla fin fine…

Musica tedesca, power metal, speed metal, progressive metal
I gusti sono gusti, ma oggettivamente i Blind Guardian sono un gruppo molto completo e poco ripetitivo. E cantano in inglese come la maggior parte dei loro colleghi.

A che livello voglio arrivare? A cosa mi serve la lingua tedesca?

Molte persone imparano una lingua straniera per semplice hobby nel tempo libero, o per interesse e passione, o per viaggiare.

Chi impara il tedesco spesso lo fa per studiare all’università o per avere un posto di lavoro migliore.

Vi pare che a queste due motivazioni diverse possano corrispondere gli stessi livelli linguistici, sia nel senso di “elementare, intermedio, avanzato”, sia nel senso di “più o meno disinvolto e fluente, più o meno corretto”?

È ovvio che il tedesco o l’austriaco che impara l’italiano per ordinare, prenotare e dire due cose in vacanza in Italia, rispetto all’italiano che impara il tedesco per laurearsi a Vienna, o a Monaco di Baviera, o a Heidelberg, o per uscire dal circolo dei lavapiatti in nero, racconteranno una loro storia dell’apprendimento linguistico diversa, no? Inoltre, si reagisce diversamente all’errore, vengono richiesti livelli diversi, e pure il contesto in cui si impara non è comparabile.

Con chi parlo il tedesco? Quanto posso esercitarlo? Chi giudica il mio tedesco?

Ci sono popolazioni che sono più aperte a nuove conoscenze o amicizie, o che sono particolarmente comunicative, e poi ce ne sono di diverse, meno aperte e meno agili nel comunicare. Succede. Sicuramente tedeschi, austriaci e svizzeri fanno parte in prevalenza del secondo gruppo – che non significa che sono cattivi o che non siano avvicinabili mai in nessuna situazione, mi raccomando! È, però, meno immediato trovarsi a chiacchierare con loro, e le stesse conversazioni possono essere difficili per motivi non legati alla lingua, bensì ad atteggiamenti che sono legati alle culture delle varie regioni. Visto che questo testo è per italiani, possiamo tranquillamente dire che neppure noi tremebondi italiani del nord – considerati più chiusi – siamo così difficili da approcciare. Lasciamo da parte i timidissimi o i chiusissimi che esistono ovunque.

Inoltre, i germanofoni stessi amano ripetere “Deutsche Sprache, schwere Sprache” (lingua tedesca, lingua difficile). Lo dicono fra di loro, e lo dicono a chi apprende. Senza entrare nel merito dell’affermazione, è un atteggiamento che comunica “ah, tanto è impossibile imparare la lingua”. Penso che perfino uno studente del primo anno di psicologia possa spiegarvi quanto possa fare male questo “mantra” negativo.

Volendo, possiamo aggiungere la grande diffusione di accenti, varianti regionali e di dialetti, che magari complica il tutto. È anche vero, però, che pure in Italia abbiamo questo fenomeno, anche se in alcune regioni l’uso del dialetto è poco tollerato o quasi scomparso. Cerchiamo di non farci spaventare da un fenomeno che abbiamo in comune, e immaginiamoci di avere davanti una persona di una città diversa dalla nostra, anziché demoralizzarci.

L’insegnamento della lingua: come siamo messi?

C’è una forte domanda di insegnanti di tedesco, e questo immette sul mercato anche insegnanti che non hanno la giusta formazione e/o la giusta vocazione. Questo vale soprattutto nei paesi di lingua tedesca, dove c’è chi arrotonda così, o dove insegnanti di tedesco per le scuole locali (quindi che hanno imparato ad insegnare il tedesco come materia per i madrelingua, con i programmi che avevamo noi per italiano) sono stati cooptati (sarebbe stato meglio prendere insegnanti di altre lingue straniere).

In Italia, mi è stato riferito di insegnanti non bravissimi in alcune città o regioni, più che altro nella scuola pubblica e paritaria, non nell’insegnamento privato. Avete aneddoti da raccontare? Scrivetelo nei commenti! Io ho avuto sempre ottimi insegnanti, tutti madrelingua.

Inoltre, la quantità e la varietà dei libri di tedesco sono inferiori a quelle dell’inglese. Sulla qualità non ho grandi lamentele, anzi: sicuramente ci sono testi troppo “pompati” a livello di pubblicità che risultano poi sopravvalutati, ma ci sono ottimi libri in giro. Ne parlerò poi in post appositi.

Le profezie autoavveranti ed i circoli viziosi

Questo punto è un po’ il corollario di tutto: se tutti dicono che il tedesco è difficile, e/o se mi convinco che il tedesco è difficile, allora:

  • Il tedesco sarà difficile di sicuro!
  • Probabilmente manco mi sforzerò più di tanto, perché… è difficile, quindi non ce la farò mai, quindi perché sforzarmi?

Voi che dite?

Cosa avete sentito in giro? Cosa pensate voi? Come sta andando la vostra esperienza? Scrivetelo nei commenti!

E ricordate di seguirmi sui social media per ricevere interessanti contenuti su lingue straniere, traduzione e comunicazione interculturale, il tutto in tanti formati diversi!

 

 

 

 

 

 

 

 

Wie A-Typical Italian geboren wurde – mein Weg nach Österreich, und warum ich gleichzeitig atypisch und typisch bin.

Dieser Eintrag ist eine Adaptierung des englischsprachigen Eintrags, den man hier lesen kann! – Read this in English here! – Versione inglese qui!

Dieses Blog und die Person dahinter vorstellen

Warum habe ich so einen „Business-Spitznamen” (bzw. „Phantasienamen“) gewählt? Die Idee kommt aus meinem persönlichen Leben. Ich hoffe, dieser Teil meiner Biographie inspiriert Sie dazu, eine Sprache zu lernen – in einem Kurs, mit einigen Privatstunden, online, mit einer App – oder hilft Ihnen dabei, Menschen aus fremden Ländern und Kulturen aus einem anderen Blickwinkel zu betrachten.

Es ist keine Geschichte à la “Ich bin der perfekte Polyglott, der nie Schwierigkeiten hatte und ständig fließend neue Sprachen lernt”. Es ist nur eine Geschichte, meine eigene. Und als Italienerin – typisch oder nicht – finde ich es sehr schwer, den Mund zu halten!

Ich bitte bereits um Verzeihung: Ich werde oft den Stil wechseln, weil es in dieser Geschichte ein paar ernste Sachen und ein paar lustige Anekdoten gibt.

Professionell Sprachen Unterrichten Übersetzen
Das Gesicht hinter dieser Geschichte, oder die Geschichte eines Gesichts.

 

Meine Leidenschaft für Sprachen – Wie ich Sprachen lernte (und wie ich auch hin und wieder gescheitert bin) – meine ersten Übersetzungen vor mehr als 20 Jahren

Ich erinnere mich daran, dass ich von Anfang an Englisch sehr mochte: 1993 begann ich die Mittelschule (Italienisch: Scuola Media, eine dreijährige Schule, die wir zwischen 11 und 14 Jahren besuchen). Meiner Klasse wurde eine sehr gute Lehrerin zugewiesen. Sie hatte eine gute Aussprache, einen offenen und internationalen Geist, flexible Methoden und Mentalität.

Glauben Sie mir, ich hatte Glück. Viele Menschen hatten Lehrer, die eigentlich nur eine mittlere Stufe in der Sprache hatten, und eine Aussprache, die den schlechtesten spottenden Videos auf YouTube ähnlich sind.

Meine Leidenschaft für Musik und Kino haben mir geholfen, weil meine Lieblingskünstler alle auf Englisch singen und viele Filme in ihrer Originalfassung auf Englisch sind. Aus diesem Grund habe ich jede Gelegenheit genutzt, mich mit MuttersprachlerInnen ständig zu konfrontieren, entweder in einer kontrollierten oder in einer unkontrollierten Art und Weise.

Mein Anfang als “Mehrsprachige” war nicht unbedingt einfach. Ganz in Gegenteil: es war sicher kein Erfolg, wenn nicht gleich eine Katastrophe. Mein ach-so-gutes Englisch (meinen Schulnoten und meinem Zeugnis nach) wurde endlich auf die Probe gestellt… und war bestimmt mit einem “ungenügend ” zu bewerten. Ich konnte nicht verstehen, was die hübschen israelischen Jungen mir sagten! Es hat noch ein paar Jahre gedauert, bis ich mich entspannen konnte. Das Gleiche ist mir selbstverständlich mit Deutsch passiert: mein Zertifikat Deutsch hat mir nicht viel gebracht, als ich ganz stolz ein Zimmer in einem Hotel in Tirol reservieren wollte.

Ja, ich weiß… man könnte argumentieren, dass ein Zertifikat Deutsch in Tirol nichts bringt 😉 Aber… ich möchte jetzt keinen Streit wieder entfachen 😉 *hüstel hüstel CORDOBA cough cough*

Der Grund, weshalb ich mich entschieden habe, Deutschstunden außerhalb der Schulzeit zu besuchen? Während eines Urlaubs verliebte ich mich in den deutschsprachigen Teil Italiens, Südtirol. Die Kleider, das Essen und die Landschaft der Dolomiten waren für mich das Schönste, was ich je gesehen hatte. Dann, noch schlimmer als das, habe ich den Film The Sound of Music gesehen, der unter den Einheimischen vielleicht nicht so beliebt ist, aber für die Rest der Welt eigentlich eine Art Werbung für Österreich bzw. Salzburg ist. Jetzt wohne ich 10 Minuten mit dem Auto/Rad von Leopoldskron entfernt… was für eine Vergeltung!

Österreich Austria Salzburg
Neben dem Radweg, dort wo A-Typical Italian ihren Sitz hat (Glansiedlung)

Als die Zeit kam, um in die Scuola Superiore zu gehen (ungefähr Oberschule; eine fünfjährige Schule, die italienische Jugendliche im Alter von 14 bis 19 Jahren besuchen), habe ich mich nicht für das so genannte liceo linguistico (Neusprachliches Gymnasium) entschieden, weil es damals viel zu viele Fächer in diesem Zweig gab. Die italienische Schule war früher für den viel zu großen Lernaufwand und für die vielen Hausaufgaben bekannt, die den Schülern gegeben wurden. 31 bis 36 Stunden Unterricht X viele Fächer X etwa eine Stunde Lernen zuzüglich Hausaufgaben, pro Fach pro Nachmittag schienen mir keine gute Idee zu sein. Daher habe ich mich für eine reformierte Version des glorreichen liceo classico (klassischen Gymnasiums, also Altsprachlichen Gymnasiums), eine Schule, deren Hauptfächer Italienisch, Latein und Altgriechisch sind. Tägliche Übersetzungen von Texten aus diesen alten Sprachen ins Italienische wurden als Hausaufgaben zugewiesen. Der reformierte Studiengang, in den ich mich eingeschrieben hatte, bot Englisch als fünfjähriges Fach und mehr Mathematikstunden als seine ältere, nicht reformierte Version. Ich habe immer das Gefühl, liceo classico hat meine Sprach- und Übersetzungskompetenz wirklich gestärkt. Jeder, der sich mit Altgriechisch beschäftigt hat, kann leicht Deutsch lernen! Außerdem habe ich einen soliden komparativen und analytischen linguistischen Hintergrund erworben, von dem ich heute noch profitiere, und ich lernte die Kunst einer professionellen Übersetzung in einem relativ jungen Alter.

Ja, unsere Lehrer haben uns beigebracht, was eine Übersetzung ist, wie man einen Text behandelt, um ihn zu übersetzen, und haben ständig von unserer Seite ein professionelles Denken erfordert. Die Missachtung ihrer Anweisungen führte zu schlechten Noten. Schlechte Noten konnten zum Sitzenbleiben führen.

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Mein Lateinbuch: Kultur- und Übersetzungskurs, 4. Jahr des Gymnasiums

Das war, sozusagen, mein Abenteuer. Ich habe gut strukturierte Kurse mit verschiedenen didaktischen Ansätzen besucht. Ab dem 17. Lebensjahr hatte ich einige kurze Auslandserfahrungen. Dann, als ich Mitte zwanzig war, ging ich schließlich ins Ausland, um zu studieren, zu forschen, zu arbeiten und zu leben. Ich lebe nach wie vor im Ausland!

Ich habe viel versagt und ein paar Dinge geschafft. Englisch und Deutsch waren meine Ausbildungs-, Studium- und Arbeitssprachen in verschiedenen Branchen.

Ich bin sehr stolz, wenn jemand davon ausgeht, dass ich Muttersprachlerin in Englisch oder Deutsch bin. Ich versichere es Ihnen, es ist mir ein einige Male passiert! Da ich nicht zwei- oder dreisprachig aufgewachsen bin, ist das für mich eine große Anerkennung!

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Warum “A-Typical Italian”, also A “-Typisch Italienisch“ = gleichzeitig Atypische und eine Typische Italienerin

Also, daher kam meine Idee für meinen Fantasie-Geschäftsnamen: Ich bin atypisch weil ich zwei Fremdsprachen beherrsche (im Gegensatz zu der allgemeinen Vorstellung, dass ItalienerInnen gar keine sprechen, und wenn sie doch eine sprechen, sind sie nicht verständlich. Mein Zuhause ist voll Bücher, DVDs und anderen Sachen in beiden Sprachen, und ich benutze beide Sprachen täglich, sowohl in meinem Alltags- als auch in meinem Berufsleben.

Klar, ich bin nicht die Einzige, also behaupte ich mit meiner Erzählung nicht, außergewöhnlich und / oder exklusiv zu sein! Ich wollte nur sagen, dass Sie nicht außergewöhnlich sein müssen, um es zu tun. Sie müssen nur Ihren eigenen Weg finden und dann üben.

Aber… ich bin auch typisch, wie mein Ex-Freund (bzw. der österreichische) und wie viele Kunden oft betonten. Ich meine damit: Mode, Make-up, Essen, gesellschaftliches Leben, Bidet (Eines Tages werde ich die Bidet-Imperialismuspartei gründen, das weiß ich). Oh, und ich bin immer sehr laut, wenn ich rede oder wenn ich Dinge tue. Manche sagen sogar, dass meine Locken meine Identität verraten. Stimmen Sie zu?

So, was mache ich? Ich verbringe mein Privat- und Berufsleben damit, meine italienischen, modenesischen, englischsprachigen und deutschsprachigen Seiten zu harmonisieren.

Italian American Austrian Modenese New Year
Lambrusco, Zampone, Schlumberger bzw. “Sissi”-Sekt, globalisierte Süßigkeiten

Wie funktioniert mein mehrsprachiges Gehirn? Funktioniert das auch wirklich? Aber echt jetzt? – (Okay, das war ein typisch italienischer Humor!)

Ich habe ein Gedächtnis, das hauptsächlich mit Bildern und Klängen arbeitet. Allerdings erkenne ich auch Sprachstrukturen (Grammatik, Syntax, Zeitfolgen) leicht: nicht nur kann ich sie “sehen” und “hören”, ich begreife ihre Logik schnell. Als ich in die Schule ging, waren grammatikalische, logische und syntaktische Analysen ein wichtiger Teil unseres Schulprogramms, und ich finde diese Kenntnisse und Fähigkeiten sehr nützlich, weil sie meiner persönlichen Einstellung zu Sprachen entsprechen. Sie werden übrigens auch sehr praktisch, wenn ich meinen Schülern die Grammatik erklären muss, wenn und wann sie benötigt wird.

Ich träume manchmal auch auf Englisch oder Deutsch. Ich denke oft auf Deutsch oder Englisch, besonders wenn die Gedanken auf ein berufliches Thema bezogen sind, an dem ich gerade in dieser Sprache arbeite. Manchmal passiert es aber auch ganz spontan.

Das Einzige, was ich immer auf Italienisch mache, ist… Zählen (besonders Subtraktion), außer… es sei denn, es ist etwas so einfach wie ein Countdown oder wie ein paar Stücke / Banknoten zählen.

Ihre Erfahrung mit Sprachen, Leben im Ausland, Übersetzen, ItalienerInnen dulden, was auch immer?

Wenn Sie neugierig oder interessiert sind, können Sie gerne einen Kommentar zu Ihrer eigenen Erfahrung hinterlassen!

 

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Fun fact – Schicksal, Vergeltung, oder lustiger Zufall?